Comunicazione istituzionale
creativa
Il case study di “Bella che ti sPiazza”
Quando si pensa alla comunicazione istituzionale di un Comune, vengono subito in mente parole come “formale”, “burocratico” e, ammettiamolo, anche “noioso”.
L’immaginario corre subito a siti complicati, volantini in Word (che molto spesso strappano un sorriso) e post Facebook dove quegli stessi volantini vengono ricondivisi.
Ma non sempre è così. C’è chi ha scelto di fare le cose diversamente.
Il Comune di Mogliano Veneto ne è un esempio: per celebrare la riapertura della piazza centrale dopo nove mesi di lavori, ha ideato e organizzato un festival estivo capace di portare vita, musica e incontri nel cuore del paese. Il nome? Bella che ti sPiazza.
Il contesto
Ma andiamo con ordine: partiamo dal contesto. Mogliano Veneto non è nuovo a una comunicazione viva e costante.
È un Comune attivo che ogni settimana organizza e promuove eventi culturali, sociali e ricreativi attraverso il sito web, i profili social e un canale WhatsApp dedicato.
Tuttavia, per un progetto così speciale, serviva un’identità forte, capace di distinguersi dalla comunicazione ordinaria.
Come lo
abbiamo fatto
Per non far disperdere gli appuntamenti del festival nella programmazione settimanale, abbiamo scelto di trattare “Bella che ti sPiazza” come un vero e proprio brand. A partire dal nome – giocoso, diretto, memorabile – abbiamo costruito un’identità visiva forte e coerente, che ha fatto da cornice a tutti gli eventi in calendario. Solo in un secondo momento, sono stati sviluppati i contenuti per i singoli appuntamenti, declinando il brand in materiali fisici e digitali.
Ecco i passaggi che hanno dato forma al progetto:
- Ideazione del naming: un gioco di parole che strappa un sorriso e richiama subito la piazza, fulcro della città.
- Progettazione del logo: ispirato agli archi dei portici moglianesi, già simbolo visivo del Comune, rivisitati in chiave più “pop”.
- Definizione dell’identità visiva: una palette estiva e leggera, che suggerisce festa, apertura e comunità.
- Creazione dei materiali fisici: totem, locandine e affissioni per raccontare il festival in città.
- Copywriting e gestione social: animazioni, reel, caroselli e post informativi pensati per coinvolgere e far partecipare.
Ogni dettaglio è stato pensato per rendere il progetto coerente, riconoscibile e… memorabile.
Ma cosa ha davvero fatto la differenza?
Perché ha funzionato
Questa operazione ha permesso al festival di emergere, distinguendosi nel fitto calendario comunale. L’identità ha dato voce a tutti gli eventi, suddivisi per categoria (divertimento, musica, cucina, danza, spettacolo e shopping), rendendo semplice la fruizione e più forte il senso di comunità.
Bella che ti sPiazza non è stato solo un festival: è diventato un contenitore di relazioni, capace di attirare residenti e visitatori, dando alla comunicazione pubblica un tono inaspettatamente fresco.
Conclusioni
Tirando le somme, cosa ci portiamo a casa da questa esperienza?
In un panorama in cui la comunicazione istituzionale rischia spesso di perdersi nella formalità, abbiamo dimostrato che anche un Comune può parlare in modo coinvolgente, creativo e autentico.
E sì, ci siamo anche divertiti molto!
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